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Renato Vigo

 

Appassionato schermidore, fino a frequentare negli anni Dieci il Circolo di Scherma "Fides" di Livorno, Renato Vigo, nato a Livorno l' 8 settembre 1895, si appassiona tra l' altro all' avventura aeronautica, come testimonia il brevetto di pilota aviatore emesso dalla Fedération Aéronautique Internationale, Aero Club d' Italia 15 giugno 1918. Indefesso autodidatta, l' artista non trascura ai suoi esordi neppure sperimentazioni musicali, e anzi frequenta intorno al 1920 la Scuola di Canto del Maesrto Carlo Graziani-Walter di Firenze, con risultati apprezzabili. È solo con la vocazione artistica che Vigo comunque trova finalmente un' appagamento, giungendo a mostrarsi al pubblico delle esposizioni di "Bottega d'Arte" a Livorno nel 1927, in occasione della IV Mostra degli Aristi Livornesi, con un Autoritratto in bronzo che esibiva una possanza novecentista degna di dialogare tanto con le altre prove scultoree presenti, di Piera Funaro e di Cesare Tarrini, quanto con con i numerosi dipinti della Sala Rossa, dai bozzetti di Ghino Maffi ai paesaggi di Maria Jahn. Oltre all' Autoritratto Vigo proponeva nella Sala Avana uno Studio di Testa in gesso. Che Vigo fosse affetto da una genetica quanto insaziabile febbre visionaria lo attesta se non altro la contiguità con uno dei più straordinari interpreti del filone macabro livornese Gabriele Gabrielli. Se quindi gli esordi dell' artista nell' ambito dei circoli di Bottega d'Arte sono attestati solo a partire dla 1927, non ci sarà possibile trascurare l' importanza di una tale notizia che già nel 1919 viene a collocare la vocazione artistica di Vigo in seno al cupo magma dei macabri labronici. La vigorosa vocazione plastica degli esordi, protrae verso percorsi deformanti di dichiarata fede espressionista, lo confermano alcuni paesaggi ascrivibili tra la fine del quinto e gli inizi del sesto decennio del Novecento, dove il superamento di tali sintesi prolunga la visione, pur di registro ancora naturalistico, in un universo simbolico dominato da colline e sinuosità marine che ripropongono l' eterno binomio sessuale. Presente alla I Mostra Nazionale di Pittura e Scultura "Lorenzo Viani", organizzata a Lido di Camaiore nel 1952, in veste di scultore, Renato Vigo risulta invece invitato alla IV Mostra Nazionale di Pittura del Premio Livorno 1964, presso le sale di Bottega d'Arte Livorno, in qualità di pittore. Sfuggito pressoché all' intera bibliografia critica relativa alle vicende artistiche livornesi tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta, Renato Vigo rivendica tra l' altro la partecipazione ad eventi espositivi dedicati al Surrealismo di calibro internazionale, quali la mostra allestita da José Pierre a Colonia, Der Geist des Surréalismus (L' Esprit du Surréalisme) presso la Baukunst-Galerie nell' ottobre del 1971, che, al fianco della compagine storica serrata nella sezione dal titolo Au Coeur du Surréalisme, dispiegava, nell' altra omnicomprensiva sezione dal titolo Autour du Surréalisme, una rassegna di artisi quali Guido Biasi, Gianni Dova, Francis Picabia, Joaquin Roca-Rey, Jean Tinguely. Delle opere esposte, Il Dragone (1950), La donna nel mondo (1957), La Corrida (1960), Vigo assentiva alla richiesta di vendita di almeno di uno di esse, ovvero La donna nel mondo, che, dietro disposizione di José Pierre, si guadagnava l' onore della riproduzione a colori in catalogo. L' esito soddisfacente dell' esposizione consentì a Vigo di ampliare le coordinate della sua strategia espositiva in Europa, se è vero che nello stesso 1971, il direttore della Baukunst-Galerie, Gerd Körmann, si congratulava con lui "car nous penson qu'à cause de votre partecipation à notre exposition vous ayez pu attirer un nombre de gens qui s'en intéressent (de vos travaux)". Sempre più consapevole del suo generico isolamento, e incline, pur con la dovuta ironia, ad accentuare le già evidenti stigmate della sua ieratica attitudine, Renato Vigo, in perenne colloquio, come mostrano alcune splendide fotografie dell' epoca, con i suoi quadri, sculture e foulards, muore nella villa di Quercianella l' 8 settembre 1983.

Estratto da "Renato Vigo. Profilo storico-critico"

(La stagione del surrealismo in Toscana) a cura di Francesca Cagianelli , Ed ETS