Autore di composizioni pervase da una sensualità onirica e misteriosa in cui esseri ed oggetti inanimati presentano fisionomie inquietanti e le figure fantastiche si fondono con gli elementi vegetali in un' atmosfera di rarefatta illusione, Vigo esordisce poco più che trentenne alla Mostra Artisti Livornesi realizzata da Bottega d'Arte nel 1927, ma partecipa di rado a mostre ed eventi, preferendo una vita ritirata e dedita all' arte nella sua casa di Quercianella; l' artista lascia alla fine della sua attività un mumero particolarmente elevato di opere, tra tele, sculture e bozze per foulards. Formatosi nella cultura postmacchiaiola, si allontana presto dalla tradizione pittorica toscana per avvicinarsi ad una pittura suggestiva, immaginaria di stampo surrealista aperta a ricerche internazionali. Tuttavia il precoce contrasto con le consuetudini del panorama artistico labronico lo porta al rifiuto di esporre regolarmente la sua opera, tanto da rinchiudersi in un silenzioso ritiro, dedicandosi alla creazione artistica.
Estratto da : L' Esprit du Surréalisme , Costanza Musetti . Renato Vigo. La stagione del Surrealismo in Toscana , a cura di Francesca Cagianelli , Ed ETS. |
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